Biografia

CODREANU, ASCETA E CONDOTTIERO

 

IL TUMULTO ROMENO

L’affascinante parabola di slancio e amore incondizionato per la propria terra di Codreanu inizia il 13 settembre 1899 a Iasi, nel bel mezzo della Moldavia. Già il suo nome è un programma di vta: Codreanu in rumeno significa “uomo della foresta”. Dal padre fin da piccolo impara ad amare fortemente la sua patria e a sognare per il suo popolo, per la sua gente, un destino più grande. La situazione rumena nel primo dopoguerra non è diversa da quella di molte altre nazioni europee. La guerra lascia alla Romania un quadro politico interno decisamente grave, nel quale l’unica prospettiva realistica appare quella dell’invasione sovietica che mira a riappropriarsi delle terre perse durante il conflitto. Tra i fenomeni sociali emergenti: il reducismo, la delusione per il clima provinciale della politica ufficiale, le reazioni alla riforma agraria del 1919.

LE PRIME BATTAGLIE

Proprio nel 1919 Codreanu si iscrive alla facoltà di Diritto all’Università di Iasi. In questo periodo viene a conoscenza dell’esistenza di un piccolo e battagliero gruppo politico chiamato “Guardia della coscienza nazionale”, guidato da Costantin Pancu. E’ un movimento che riscuote un certo interesse tra operai e studenti e raccoglie tra le sue fila anche qualche professionista e sacerdote. Il 10 febbraio 1929 viene proclamato uno sciopero generale in tutto il paese e la situazione diventa incandescente. Codreanu sostiene la necessità di agire di persona e fulmineamente, con l’obiettivo di stroncare il parassitismo diffuso nel Paese. Sempre nel 1920, per la prima volta nella storia, il Senato Accademico dell’Università di Iasi decide di aprire l’anno accademico senza l’abituale rito religioso. Codreanu con un gruppo di amici insorge, fino a spuntarla. L’Università riaprirà con la tradizionale cerimonia. Il 22 maggio 1922 viene fondata l’associazione “Studenti Cristiani”, che incontrerà un grande successo nel paese. Nell’autunno dello stesso anno Corneliu lascia la martoriata Romania per trasferirsi a Berlino, dove si iscrive alla facoltà di Economia Politica. Ma è costretto quasi subito a rientrare a causa dell’incendio popolare che divampa in tutta la Romania. Si rimette a capo del movimento studentesco insieme a Mota, presidente di un circolo studentesco, con il quale nascerà un’amicizia profonda e perenne. Ben presto i due capiscono la necessità urgente di estendere la stessa lotta studentesca all’intero popolo della Romania.

L’ESPERIENZA DEL CARCERE

“Occorre un nuovo strumento, ma occorrono soprattutto uomini nuovi”. Questo il vero assillo di Codreanu. L’Università è al centro della lotte studentesche e teatro di violenti scontri. Durante uno di questi contro l’esercito, Codreanu viene arrestato per la prima volta e internato nella prigione di Porta Verde. Inizia così la lunga serie di arresti che condurrà il Capitano e i suoi ad una feroce persecuzione politica, conclusasi in seguito tragicamente. Codreanu diventa popolarissimo anche tra i contadini, vessati da una situazione agricola nazionale molto precaria per l’eccessiva polverizzazione della proprietà terriera. Si decide di dare una volta per tutte un esempio “tremendo” della risolutezza della gioventù rumena. Viene composta una lista di sei ministri da eliminare. La sera dell’8 ottobre 1923 mentre i congiurati sono riuniti per stabilire i dettagli dell’operazione, la Polizia irrompe nel luogo e arresta tutto il gruppo. Il processo che ne segue ha un epilogo eccezionale: Codreanu, come suo costume, si prende la paternità dell’azione e indica ai giurati le motivazioni ideali del gesto. I giudici riconoscono la sola colpevolezza di Mota e i legionari vengono liberati dopo sette mesi di carcere. L’esperienza del carcere è centrale nella vita di Corneliu Zelea Codreanu. Dalla prigione uscirà un uomo completamente cambiato, rinnovato nell’animo. Il ricordo dell’icone dell’Arcangelo Gabriele lo porterà ad assumere l’Arcangelo come protettore futuro del Movimento.

LA GUARDIA DI FERRO

“Oggi, San Giovanni Battista, si costituisce la Legione dell’Arcangelo Michele, sotto la mia guida. Chi verrà con noi deve avere una fede illimitata, resti lontano chi non ne ha a sufficienza o nutre dei dubbi”. Non servono molte parole, il 24 giugno 1927 la legione viene fondata. Un gruppo che è quanto di più lontano da un partito inteso in senso classico, è un movimento assolutamente originale per la creazione di un nuovo individuo, in rottura con l’uomo economico, pragmatista ed egoista. In poco tempo è già protagonista della vita politica rumena. Il Capitano riesce a raggiungere il cuore del contadino come dello studente e dell’operaio con un linguaggio semplice e mai demagogico. Il 20 giugno 1930 si costituisce ufficialmente la “Guardia di Ferro”. Come disse durante un colloquio con Evola “il movimento legionario vuole creare un uomo spiritualmente nuovo dove l’etica ascetica e simultaneamente eroia della Guardia di Ferro sta nella congiunzione dello spirito e la religione con il “nazionalismo costruttivo””.Forte e partecipata è la battaglia antibolscevica tanto che ormai sono in troppi a temere seriamente il Movimento codreanista: tutti i gruppi politici si coalizzano per stroncare i legionari.

PERSECUZIONI E VIOLENZE

Il clima è ormai di vero e proprio terrorismo politico: ai legionari diventa difficile perfino trovare una tipografia che possa stampare le loro pubblicazioni che di fatto vengono censurate. Mentre in tutta la Romani strade, ponti, chiese ed opere pubbliche testimoniano la valida concretezza della “mistica del lavoro” della Guardia, il leader liberale Duca la etichetta come uno sporco esercito di mercenari al soldo di Hitler. Durante la campagna elettorale per le elezioni del dicembre 1933 le violenze i soprusi ai danni dei legionari non si contano. Si susseguono folli ondate di arresti, un bilancio atroce di ammalati e morti. Il 30 dicembre arriva la vendetta ad opera di tre legionari fatti torturare dal capo del partito liberale. Duca viene ucciso e i tre si consegnano spontaneamente alle autorità. Nonostante tutto ciò la fama di Codreanu varca i confini della Romania tanto che anche in Italia moltissimi parlano in termini entusiasti dell’esperimento legionario rumeno.

LA FINE

Il colpo di stato del re Carol II dell’11 febbraio 1938 segna l’inizio della fine dell’eroica avventura di Codreanu. Al dicastero degli interni viene nominato Calinescu, che ha dato numerose prove di avversione alla Guardia di Ferro. Il 21 dello stesso mese Codreanu convoca i giornalisti e a sorpresa dichiara la volontà di chiudere il movimento. La magistratura condanna a sei mesi di carcere Codreanu dopo che il pretesto per la sua uscita di scena era stato fornito da una lettere inviata allo scrittore Iorga nella quale il Capitano rimproverava al grande nazionalista di aver tradito le aspettative della gioventù. Si rispolverano vecchie e ridicole accuse ai danni di Codreanu e nonostante provi a difendersi con la consueta maestria viene condannato ad altri dieci anni. Anche nelle condizioni di recluso, senza possibilità di azione, Governo e Sovrano sanno bene che la gente guarda ancora e sempre a lui come l’unico uomo capace di risolvere i problemi secolari della Romania.  Col pretesto di un inesistente tentativo di fuga, Corneliu Zelea Codreanu, il 30 novembre 1938, viene fatto strangolare insieme a tredici legionari durante un trasferimento da un carcere ad un altro. Più tardi il maggiore Dinulescu, che diresse l’assassinio per ventimila lei, e l’autista confessarono la tremenda verità.